venerdì 23 ottobre 2015

Come non vincere in CHAMPIONS...




  La Roma pareggia una partita già vinta e che avrebbe potuto rappresentare una svolta nella sua Champions di quest’anno, proiettandola al secondo posto del girone dietro il Barcellona e davanti al Bayern Leverkusen e al Bate Borisov, le due squadre che incontrerà in casa nelle prossime settimane. Resta invece all’ultimo posto e non le basterà vincere le due partite interne per passare agli ottavi, se il Bayern dovesse vincere in casa contro il Barcellona nell’ultima partita, quando i catalani avranno già messo in cassaforte il primato del girone.

 Qual è la ricetta per non vincere una partita che stavi perdendo 2-0 e che grazie alla buona sorte, al ginocchio e alla caparbietà di De Rossi, alla precisione balistica di Pjanic [che a soli 3 giorni di distanza si ripete magistralmente su calcio di punizione], alla vena di Gervinho, di sicuro il migliore in campo, vincevi per 2-4 a 9 minuti dalla fine, recupero compreso, che di fatto non sono neanche cinque minuti di calcio giocato? La formula è semplice: basta sostituire Gervinho con Dzeko, rinunciando alle ripartenze, continuare a tenere in campo Torosidis e Florenzi ormai spompati, non rinunciare all’inguardabile Rüdiger, non fare entrare in campo nessuno dei tanti centrocampisti, pagati a caro prezzo e visti di rado, per fare filtro in mezzo al campo. Tutto ciò senza nulla togliere ai meriti della dirigenza romanista di cui ho già parlato in un precedente post [Clicca sul titolo per leggere: Roma calcio: un organico da scudetto?].

 Pareggia anche la Juventus, inchiodata in casa sullo 0-0 da una squadra modesta, quando una vittoria le avrebbe garantito il passaggio agli ottavi di Champions e dunque la possibilità di dedicarsi con maggiore determinazione al Campionato, per migliorare una classifica attualmente fallimentare. Anche in questo caso la ricetta è stata semplice, al netto delle considerazioni già espresse in precedenti post [Clicca sui titoli per leggere: Juve e Roma steccano la prima e Campionato finito?], che si sostanziano in una preparazione precampionato che non c’è stata e che rende il suo gioco macchinoso e soprattutto lento e prevedibile, nonostante i suoi tanti campioni. Per non vincere è stato sufficiente schierare in attacco Mandžukić, appena rientrato da un infortunio e totalmente fermo sulle gambe, sostituirlo poi con Zaza che non ha intercettato una palla, ricorrere a Dybala solo negli ultimi minuti e al posto di Morata, il migliore degli attaccanti in campo sino a quel momento [come era già avvenuto nello 0-0 di Milano con l’Inter, con la motivazione che il giovane talento argentino tornava da un lungo viaggio per l’impegno con la sua nazionale] e che appena entrato ha subito mostrato valore e fantasia che evidentemente il suo allenatore non gli riconosce, o non gli riconosce abbastanza, preferendogli giocatori più fisici anche se carenti di condizione.

 Juve e Roma: due ricette sicure per non vincere in Champions.

sergio magaldi   

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